Negli ultimi anni, la domanda di prodotti senza glutine è aumentata significativamente, spingendo la ricerca e l’industria alimentare a trovare soluzioni per migliorare la qualità della pasta gluten-free. Tuttavia, l’assenza di glutine, fondamentale per conferire struttura ed elasticità alla pasta tradizionale, rappresenta una sfida tecnologica.
Migliorare la qualità della pasta gluten free
Introduzione
Negli ultimi anni, la domanda di prodotti senza glutine è aumentata significativamente, spingendo la ricerca e l’industria alimentare a trovare soluzioni per migliorare la qualità della pasta gluten-free. Tuttavia, l’assenza di glutine, fondamentale per conferire struttura ed elasticità alla pasta tradizionale, rappresenta una sfida tecnologica.
Uno studio recente ha analizzato l’effetto della concentrazione di transglutaminasi (TG) e del tempo di impasto sulla qualità della pasta senza glutine.
Ciò ha consentito di individuare strategie efficaci per ottimizzarne la consistenza, la stabilità e il valore nutrizionale.
L’importanza della transglutaminasi e del tempo di impasto
La transglutaminasi (TG) è un enzima che facilita la formazione di legami crociati tra proteine, migliorando la coesione e la consistenza dell’impasto.
Il tempo di impasto, invece, influisce sulla distribuzione dell’acqua e sulla formazione della rete proteica, fattori chiave per ottenere una pasta con una buona tenuta alla cottura.
Lo studio ha testato impasti a base di riso rosso, quinoa bianca e farina di tapioca, variando la concentrazione di TG (1%, 1.5% e 2%) e il tempo di impasto (5, 10 e 15 minuti). I risultati hanno mostrato che:
- Aumentare la concentrazione di TG e il tempo di impasto migliora le proprietà di cottura, riducendo la perdita di massa e aumentando la coesione dell’impasto.
- Una combinazione ottimale di 1.5% di TG e 10 minuti di impasto ha portato al massimo incremento del contenuto di composti fenolici, migliorando il valore nutrizionale della pasta.
- Dal punto di vista reologico, l’impasto ha mostrato un effetto shear-thinning più evidente con l’aumento della TG e del tempo di impasto.
Cos’è l’effetto shear-thinning?
L’effetto shear-thinning, o assottigliamento per effetto del taglio, è una proprietà reologica di alcuni fluidi e impasti che riducono la loro viscosità quando vengono sottoposti a sforzo di taglio (ad esempio, durante la miscelazione o l’estrusione).
Nel contesto dell’impasto per pasta gluten-free, questo fenomeno indica che la pasta diventa più fluida e lavorabile quando viene impastata o estrusa, facilitando la sua lavorazione industriale.
Con l’aumento della concentrazione di transglutaminasi e del tempo di impasto, la pasta manifesta un comportamento più accentuato di shear-thinning, migliorando la sua lavorabilità e garantendo una distribuzione più uniforme degli ingredienti.
Benefici della transglutaminasi sulla qualità della pasta gluten-free
L’uso della transglutaminasi ha effetti positivi su diversi aspetti della pasta senza glutine:
- Migliora la stabilità dell’impasto: l’azione della TG riduce la fragilità della pasta e ne migliora la consistenza.
- Aumenta la resistenza alla cottura: la formazione di una rete proteica più strutturata diminuisce la dispersione dell’amido e la perdita di massa in acqua.
- Migliora le caratteristiche sensoriali: la pasta risulta più elastica e con una consistenza più simile a quella tradizionale.
- Aumenta il valore nutrizionale: la presenza di composti fenolici più elevata suggerisce un potenziale beneficio antiossidante.
Implicazioni per l’industria alimentare
Per i produttori di pasta senza glutine, integrare l’uso di transglutaminasi e ottimizzare il tempo di impasto può rappresentare una strategia efficace per migliorare la qualità del prodotto finale. Questi risultati sono particolarmente rilevanti per:
- Aziende che producono pasta gluten-free su larga scala.
- Ristoranti e laboratori di produzione artigianale che desiderano migliorare la qualità della loro offerta senza glutine.
- Ricercatori e sviluppatori di nuovi prodotti nel settore alimentare.
Conclusione
Lo studio evidenzia come la concentrazione di transglutaminasi e il tempo di impasto siano due fattori chiave per migliorare la qualità della pasta gluten-free. Ottimizzando questi parametri, è possibile ottenere un prodotto più stabile, nutrizionalmente superiore e con caratteristiche sensoriali migliorate, offrendo ai consumatori un’alternativa senza glutine sempre più simile alla pasta tradizionale.

Classe 1980, tecnologa alimentare, consulente e formatrice per operatori del settore. Nel 2005 ha conseguito la laurea in Scienze e Tecnologie Alimentari presso la Facoltà di Agraria dell’Università degli Studi di Milano. È autrice di articoli, manuali tecnici e realizza corsi di formazione per operatori del settore alimentare.